
Impara l’arte e mettila da parte. Non prima però di aver perfezionato la tecnica ma soprattutto non prima di aver inondato la casetta di meravigliosi cestini. Per ora siamo a due: il primo sonnecchia grassoccio in cucina.
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L’ho adattato a poggia tutto, e vi dirò che ben si adatta all’ambiente, il secondo soprannominato il Cestino Tanit invece l’ho regalato a chi ha avuto la pazienza di insegnarmi. Semplice ma efficace, con quelle quattro riproduzioni di Dea Madre che più facilmente viene riconosciuta come donnina sarda. Dovrò necessariamente rifarlo.

Ora in cantiere il terzo, il cestino in rafia naturale, che vi assicuro è particolarmente complicata da lavorare.
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